L’evoluzione digitale, la  cosiddetta era “Web 2.0” (anche questa quasi superata!), dove i contenuti generati vengono amplificati dalla condivisione, partecipazione e collaborazione di più persone che creano un network dinamico, ha pervaso ogni campo della conoscenza ed anche i medici e tutti gli operatori sanitari utilizzano i nuovi strumenti digitali come canali di divulgazione ed informazione. Infatti, molte riviste scientifiche, organizzazioni istituzionali e gruppi di ricerca stanno affiancando alla comunicazione tradizionale quella digitale, creando così uno spazio nel quale la community ha la possibilità di discutere e valutare i contenuti. 

Ma quanto sono realmente efficienti i social media, come Facebook, nel divulgare informazioni di elevata importanza come quelle in ambito medico-scientifico?

Uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Infection Control ha esaminato la validità di Facebook come piattaforma di comunicazione per la diffusione di contenuti “health”, analizzando, in particolare, il caso scoppiato nel 2016 sul virus pandemico Zika.

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Gli Autori della ricerca hanno selezionato i post più rilevanti attraverso un sistema di classificazione basato sulla qualità scientifica del contenuto divulgato e sull’autorevolezza e credibilità delle fonti citate, categorizzando i post in “rilevanti e scientificamente corretti” o “ingannevoli”.  Su un totale di 200 post selezionati, l’81% conteneva informazioni scientificamente esatte e di questi 22 erano i video “utili” per una corretta informazione sul tema Zika pubblicati dal Center for Disease Control and Prevention (ECDC) per un totale però di sole 1000 condivisioni. Circa il 12% dei post, invece, sono stati classificati come “ingannevoli e poco credibili”, come quelli, ad esempio, che sostenevano che la diffusione pandemica dello Zika virus fosse dovuta alle multinazionali.

Inoltre, per la categoria  dei post “rilevanti e scientificamente corretti”, il post più popolare era quello diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con 43,000 visualizzazioni e 964 condivisioni, contro le 530,000 visualizzazioni, 19,600 condivisioni e oltre 600 commenti a sostegno del post appartenente alla categoria  “ingannevoli” dal titolo “ 10 ragioni per le quali l’emergenza Zika virus è una bufala medica” .

I social media, dunque, rappresentano senza dubbio un canale dove l’informazione scientifica e quella sulla salute pubblica può e deve essere veicolata al fine di raggiungere anche il grande pubblico. Tuttavia, come emerge chiaramente dai dati di questo studio, è necessario adoperare degli strumenti che possano controllare la divulgazione di informazioni fuorvianti su temi di vitale importanza come quelli che riguardano la Public Health.

Bibliografia:

  • Sharma M. Zika virus pandemic-analysis of Facebook as a social media health information platform. American Journal of Infection Control, 45(3):301-302, 2017.

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