L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è dichiarata favorevole all’uso del vaccino RTS,S (noto anche come Mosquirix) in 7 stati dell’Africa sub-sahariana. Questa decisione fa seguito a circa 28 anni di ricerca da parte di GlaxoSmithKline (GSK) e della fondazione Bill & Melinda Gates.

Questa serie di 3–5 dimostrazioni pilota in real-life potrebbero iniziare nel 2016 in aree con media/alta incidenza di malaria, coinvolgendo circa 1 milione di bambini, per una durata totale di circa cinque anni. I risultati approfondirebbero non solo i dati di efficacia ottenuti dai trial, ma anche i problemi di sicurezza legati al vaccino, come il tanto discusso sviluppo di meningite.
http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2015/sage/en/

Risultati imperfetti, grandi speranze
Le criticità del vaccino sono bene note: i trial eseguiti hanno indicato che quattro somministrazioni in serie del vaccino riducevano il numero di casi di malaria del 36% nei bambini e del 26% nei neonati (RTS,S Clinical Trials Partnership. Lancet 386, 31–45 (2015). Dati modesti se paragonati a quelli di altri vaccini, ma significativi considerato che la malattia uccide ancora 655 mila persone l’anno e che gli altri vaccini anti-malaria sono ancora solo in via di sperimentazione. Uno studio pubblicato il 21 Ottobre 2015 ha rivelato che la modesta performance di questi trial potrebbe essere dovuta in parte alla sua composizione. Il vaccino RTS,S contiene un frammento della proteina circumsporozoita (CS), che si trova sulla superficie del parassita, che però esiste in diverse varianti alleliche. Ebbene, questo studio ha dimostrato che meno del 10% dei 5000 bambini africani partecipanti allo studio possedevano la stessa sequenza contenuta nel vaccino RTS,S.

Per maggiori informazioni: Neafsey, D. E. et al., N. Eng. J.Med. http://dx.doi.org/10.1056/NEJMoa1505819 (2015).

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